Books that inspire me

I have just decided to create a new category in my blog and it’s called “Inspirations”. I am going to collect everything I have found or I find interesting in this section, so, basically, what inspires me on a daily basis. Here is a list of books that somehow have changed my life. I will publish other posts about books so I can add everything comes to my mind or all that is new about this topic. Enjoy!

Peter Singer → Animal Liberation

Voltaire → Candide

Nietzsche → Human, All too human

Richard Dawkins -> The God Delusion

Franz Kafka → Stories

Oscar Wilde → De Profundis

Virginia Woolf → The Lighthouse

John Milton→ Paradise Lost

 

So that’s it for today! My top 8 favourite books I guess! There are so many I am looking forward to add in the following posts. Don’t forget to click the like button if you enjoyed it, thanks for reading from me and subscribe to my blog!

Love,

Φ.

 

Il cerchio che si espande

Per essere davvero efficace nella vita quotidiana e nella realtà, per produrre effettivamente delle conseguenze positive, la filosofia deve “diventare reale”, come amo dire. Ovviamente la riflessione critica e il pensiero che è filosofico sono reali, esistono e non ci sono dubbi al riguardo ma quando sono fine a sé stessi la loro esistenza è nella nostra mente e rimangono lì confinati  senza avere un ruolo effettivo nel mondo esterno. Il momento esatto in cui il pensiero e la realtà si incontrano e si fondono è nell’azione. L’atto è il mezzo attraverso il quale la riflessione filosofica produce le sue conseguenze nella realtà; l’atto è ciò che attualizza il pensiero filosofico, se così si può dire.

Inutile dire che, guardando la questione da questo punto di vista, la filosofia morale, e specialmente l’etica applicata e la bioetica, acquisiscono un’importanza considerevole rispetto alle altre branche della filosofia. Non che queste siano inutili ma sono piuttosto convinta del fatto che, nella nostra epoca postmoderna, metafisica, filosofia teoretica, epistemologia ecc, devono farsi strumento dell’etica pratica e devono fornirle i principi affinchè questa possa generare ragionamenti produttivi e reali.

Nel vari articoli che scriverò, tenterò di delineare delle questioni pratiche che ci riguardano da vicino e spiegare che la filosofia riesce efficacemente a occuparsene e a risolverle. È importante però, prima di tutto questo, stabilire chi sono i destinatari delle azioni o, in altri termini: a chi si rivolge l’azione che è morale?

Per lunghissimo tempo i filosofi hanno sostenuto che gli agenti morali e i soggetti cui le azioni morali si rivolgono sono soltanto gli esseri umani. Le cose stanno cambiando e la sfera della moralità si evolve con esse. Questa può essere paragonata ad un cerchio che si espande. Se prima comprendeva soltanto gli individui appartenenti alla specie Homo Sapiens, ora è arrivata a inglobare anche gli altri animali e persino gli ecosistemi e gli ambienti naturali, secondo uno schema di questo tipo:

Moralità: Homo sapiens -> animali non umani -> piante -> ecosistemi e ambienti -> intero pianeta terra.

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Vi potrà sembrare strano e sembrerà una cosa da non crederci ma è così: le nostre azioni producono conseguenze che non toccano soltanto gli altri membri della nostra specie, bensì l’intero pianeta comprensivo di tutte le sue specie animali e vegetali e dei suoi habitat. Dobbiamo allora riflettere attentamente e cercare di capire come agire in una prospettiva in cui ogni atto è il principio di una catena causale (morale) che investe così tanti esseri e tocca così tanti ambiti.

[Teoria del cerchio che si espande: di Peter Singer e sostenuta da altri autori che si occupano di bioetica come l’italiana Paola Cavalieri].

 

The expanding circle

Philosophy, as I often say, has to “become real” to be effective into our daily life and reality and in order to produce positive consequences. Reflection and thought exist, no doubt about it, but when their existence is locked and confined in our mind, they do not have a role in the external world.  The act is where philosophy and reality meet: it is the exact moment in which they merge. Reflection produces consequences in the real world through the act; the action is what actualize the philosophical thought, if I may say so. From that point of view, moral philosophy, especially practical ethics and bioethics, have become more important than other disciplines such as epistemology, metaphysics and theoretic. The latest are not useless, of course, but I tend to think that they have to become instruments for practical ethics to use and they have to provide it with the proper principles to produce real and productive reasoning.

In my following posts, I will try to define some practical issues and explain that philosophy could really deal with them and fix them. Firstly, we have to answer this question: Who are the subjects of the moral action?

Philosophers have been convinced for a long time that the moral agents and the subjects of a moral action are just human beings. Things are now different and the moral sphere is evolving along with them: it could be described as an expanding circle. At first it included humans only (the Homo sapiens specie), but now it is wider and it incorporates also animals, plants and even natural environments. The scheme goes like this:

Morality: Humans -> animals -> plants -> environments and habitats -> the entire planet earth.

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Unbelievable but true: our actions have consequences and not only the members of our species are involved, but also the entire planet with all its animal and plant species. According to that, attention is required and we have to think in a new perspective, because every single act is the beginning of a causal chain (of moral actions) that includes so many beings and areas.

[Morality as an expanding circle is a theory developed by Peter Singer. Other philosophers, such as the Italian Paola Cavalieri, agree with it]

La torre d’avorio

Il commediografo greco Aristofane scrisse, nel V secolo a.c., una commedia chiamata Le nuvole, in cui critica e si prende gioco dell’atteggiamento che la filosofia ha nei confronti della vita. Aristofane o, per essere precisi, i personaggi della sua opera, ad un certo punto vedono Socrate fluttuare per aria in una cesta, pratica che, a suo dire, era necessaria per schiarirsi le idee e pensare al meglio. Si tratta di un attacco fortissimo ai pensatori e alla filosofia in generale; questo diventa chiaro quando il commediografo suggerisce ai lettori che i filosofi si occupano di questioni irrilevanti e costruiscono i propri ragionamenti dialettici per persuadere gli altri.

Non voglio approfondire la commedia in questo articolo, ma ritengo che sia un esempio calzante per dimostrare quest’assunto: i filosofi sono visti come matti, persone strane che utilizzano il proprio pensiero astratto per riflettere sulla metafisica e altre cose troppo distanti dalla realtà. Possiamo enumerare infiniti esempi come quello che ho descritto prima.

Platone, nel suo Teeteto, racconta la storia di una servetta trace, che vide Talete di Mileto cadere in un pozzo. La schiavetta non potè fare a meno di deriderlo e disse che era caduto perchè era troppo impegnato a scrutare il cielo per prestare attenzione a dove metteva i piedi!

Cosa significa tutto questo? La metafora spesso usata per descrivere il filosofo è quella della “Torre d’Avorio”, secondo la quale i pensatori si rinchiudono nella loro fortezza di solitudine, all’interno della quale non è permesso entrare, nè si può provare a penetrarla per capire.

Sono convinta che un cambiamento di prospettiva sia più che mai necessario. Ma come può la filosofia agire attivamente nella nostra società? Cosa possiamo fare affinchè questo accada? Questo articolo è l’inizio di una serie di riflessioni riguardo noi in quanto esseri umani, il modo in cui agiamo e come questo produce delle conseguenze nel mondo in cui viviamo.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!

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Φ.

The Ivory Tower

The greek comedian Aristophanes wrote, in the V century b.c., a comedy play called The Clouds, in which he criticize and parody the philosophical attitude towards life. Aristophanes or, to be precise, the characters of the play, see Socrates while he’s floating in a basket in order to make up his mind and think properly. This is a strong attack against thinkers and philosophy in general, it becomes clear when the comedian suggest the readers that philosophers deal with useless issues and build their dialectic in order to persuade others.

I don’t want to explain that play in this article, but I tend to think that this is a great example to prove this point: philosophers are seen as lunatics, strange people who use their abstract reasoning to reflect about metaphysics and other stuff too far away from reality. We can find tons of examples like the one I depicted before.

Plato, in his Theaetetus, tells the story of a Thracian slave, who saw Thales of Miletus falling into a well. She couldn’t help laughing so hard at him and she said that he fell because he was too busy studying the sky, of course he couldn’t watch his step!

What does this mean? The metaphor often used to describe philosopher is the one of the “Ivory Tower”, according to which thinkers are locked up  in their fortress of solitude and no one else is allowed to enter or understand.

I am convinced that a change of perspective is more than necessary. But How can philosophy possibly affect our society? What can we do to make this happen? This article is the beginning of a reflection about us as human beings, the way in which we act and how it produces consequences in the world we live in.

 

I hope you enjoyed it!

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Φ.